Ripeto la domanda all' »onorevole« Felice Ziza,
Gli "onorevoli", signor parlamentare, si avvalgono di questo titolo per un preciso motivo, perché sono, o perlomeno dovrebbero esserlo, "persone d'onore". Dal latino honorabilis, derivato da honos / honor (onore)."Degno d'onore", ovvero qualcuno o qualcosa che merita rispetto, stima e alta reputazione. Ed un costui non puo' esimersi dal rispondere a chi gli si rivolge dalle file del suo elettorato, da coloro che siamo chiamati ad eleggerlo, con domande non vage, ma precise, riferite al suo lavoro, a quanto sta o non sta facendo, ma dovrebbe farlo, alla Camera di stato della Repubblica di Slovenia.
Le avevo chiesto, nella mia missiva di quasi un mese
fa, e non solo a nome mio personale, quali fossero le ragioni del suo silenzio,
per me sconfortante e preoccupante, sulle posizioni del governo da lei
sostenuto, inerenti all' accresciuta crisi medioorientale dopo l'azione
terroristica, se vogliamo, per non andare alle origini del conflitto, di Hamas
del 7 ottobre '23 nel sud di Israele, il conseguente genocidio consumato da
quest'ultimo sul conto della popolazione palestinese a Gaza – non
dimentichiamocelo, massacrati in due anni e mezzo 78 mila civili di cui 23 mila
bambini e 16 mila donne -, il persistere da parte dello stesso regime, alla
faccia di tutte le risoluzioni e dei moniti dell'ONU, nella politica di
espropriazione, persecuzione e pulizia etnica dei palestinesi anche in
Cisgiordania, nonche', in piena violazione del diritto internazionale, l'aggressione
congiunta israelo-americana contro l'Iran. E ricordiamo ancora che l'attuale
esecutivo, presieduto da Janez Janša, segue fedelmente le linee politiche e
l'agire del governo Netanyahu e della sua prima sostenitrice - l'
amministrazione Trump. Una politica riprovevole che l'esponente piu' alto della
comunita' italiana in Slovenia al parlamento nazionale, comunita' storicamente
votata ai valori e principi della pace, della convivenza, del rispetto dei
diritti umani e della vita, non puo', secondo me, non ripudiare e condannare.
Ma lei non lo si sente. Vi fosse almeno un "Mi dispiace di aver
creduto in questo governo"?!
Come mai? «Qui tacet, ubi loqui debuit ac potuit,
consentire videtur», ovvero »Chi tace, quando avrebbe dovuto e potuto parlare,
sembra acconsentire« - dicevano gli antichi romani. Ma vale anche per noi oggi.
Detto questo non posso non realizzare
che lei condivida la posizione del governo su questi temi. Dico bene? Il che, a
mio avviso, non fa onore né a lei, né a chi l'ha voluto nuovamente al
parlamento sloveno. E credo che con me anche molti altri connazionali provino
vergogna per chi ci rappresenta a Lubiana.
Se ci sta, batta un colpo, signor »onorevole« per
titolo acquisito per quanto immeritato.
E un'ultima domanda, se me la concede, che ne pensa di
quest'ultimo premio Nobel per la pace, alla giurista sudafricana Navi Pillay,
gia' presidente della Commissione ONU, chiara ed esplicita nell'accusare
Israele di genocidio, e artefice per anni di battaglie a difesa dei diritti
umani, assegnazione che - come leggiamo - ha fatto andare in bestia Donald
Trump e Benjamin Netanyahu e credo non entusiasmi neanche il nostro primo
ministro?!
E gia' che ci sono, le stesse domande pure al collega Furio
Radin, al Sabor croato. Son curioso di sentire come la pensino su queste cose i
connazionali in Croazia. Grazie